Cosmetici al Gelsomino e Saponi alla Malvarosa

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Cosmetici artigianali profumati al gelsomino.
Sono due le profumazioni proposte: Gelsomino Siciliano e Gelsomino d’Arabia.
Il primo, Jasminum grandiflorum, è il tradizionale gelsomino siciliano, il cui profumo ricorda il delicato odore delle notti estive siciliane, quando questi fiori cominciano a sbocciare al crepuscolo.
Il secondo, Jasminum sambac, è il gelsomino d’Arabia, con un profumo più forte e molto dolce.
Entrambi rimangono due profumi molto delicati e freschi che regalano ai nostri cosmetici leggerezza e discrezione. Proprio per rimarcare la loro precisa identità e il loro lieve profumo non si è voluto aggiungere nessun altro odore.
Il punto di partenza di ogni prodotto è quindi il fiore del gelsomino, che ha rilasciato il suo profumo alla materia prima dei cosmetici, l’olio di mandorle per latte detergente, crema corpo e scrub e la soluzione idoalcolica (acqua e alcol) per il tonico.
L’olio di mandorle viene profumato, artigianalmente e a mano, per molti giorni, attraverso il contatto con i fiori dei nostri gelsomini, con l’antica tecnica denominata enfleurage, l’unica tecnica che permette di imprigionare il profumo di questo delicatissimo fiore senza l’uso di solventi chimici e mantenendone inalterata la complessità.
Prima che come piante ornamentali, i gelsomini nell’antichità venivano usati per profumare i cosmetici. Racconta Dioscoride che i Persiani usavano cospargere il corpo con un olio di sesamo profumato al gelsomino. L’estrazione del profumo dal gelsomino si otteneva con una tecnica che si chiama enfleurage e che sfrutta la capacità dei grassi di “catturare” gli odori. I semi di sesamo venivano messi a contatto con fiori freschi, che venivano cambiati ogni giorno per parecchi giorni. Alla fine di questa lavorazione i semi venivano macinati e spremuti per estrarre l’olio. Quest’olio aveva il profumo dei gelsomini. Un tempo anche le fabbriche di profumi della Francia, nella zona di Grasse, in Provenza, usavano l’enfleurage con i fiori di gelsomino. Su una lastra di vetro cosparsa di grasso venivano disposti i fiori, che venivano sostituiti ogni giorno per decine di giorni.
Il profumo dei gelsomini non può essere estratto con l’uso del calore, per questo un tempo si usava una tecnica dispendiosa e lunga come l’enfleurage. Adesso questa tecnica è scomparsa, perchè l’estrazione del profumo del gelsomino a livello industriale si ottiene con l’immersione dei fiori in solventi chimici e la successiva separazione dell’olio essenziale.
I nostri cosmetici invece non contengono profumi, ma sono stati profumati dal contatto diretto con i fiori. Questa scelta deriva dalla voglia di fare qualcosa di “nostro”, usando esclusivamente i nostri mezzi, cioè i fiori.
Saponi artigianali alla malvarosa.
Per profumare questi ottimi saponi artigianali abbiamo usato l’olio essenziale e l’idrolato di malvarosa (Pelargonium graveolens). Da secoli la malvarosa viene usata in profumeria come sostituto economico del profumo di rosa. La malvarosa è’ uno dei componenti più importanti dei prodotti cosmetici e di profumeria, oltre ad essere un insostituibile ingrediente dei repellenti per zanzare.

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