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di Filippo Figuera
via S. Martino, 3 Carruba di Giarre (CT)
cell. (+39).333.3609481
email: info@malvarosa.it
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Online da
Luglio 2001
Ris. consigliata: 1024x768
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Prodotti
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[Stellar] [Finger] [Bocciolo di rosa]
[Fiore di tulipano] [Fior di cactus]
[Foglia variegata]
[Odorosi] [Macranta] [Unique] [Mini]
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Stellar >
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Stellate le foglie, stellati i
fiori. Con fiori semplici e doppi, di svariate sfumature di
colori, dal rosso e dal fucsia, al rosa pallido, al bianco.
Ibrido zonale con
foglie palmate a cinque punte con zonatura. Il fiore semplice, con
varie gradazioni di colore, con i petali a punta, che come le foglie,
assomigliano a delle stelle, da cui prendono il nome di Stellar. Quello
degli Stellar come gruppo è originario dell'Australia. La prima pianta
Stellar era stata messa in commercio attorno al 1950 con il nome di
"Chinese Cactus". Di fatto fu grazie alle ricerche e al lavoro
dell'ibridatore australiano Ted Both, il quale apparentemente ha
incrociato il "Chinese Cactus" con un'infinità di pelargoni zonali, che
alla fine nascono i primi Stellar. Probabilmente la verità è che sono
il risultato di un incrocio tra P. Hrotorum e forse la specie P.
Staphysagroides. Sono assai fiorifere più dei normali pelargoni zonali.
Pianta di dimensioni medie (35-45cm). E' preferibile metterle a dimora
in vaso. Infatti si tratta di cultivar preziose che, se durante la
primavera stanno bene in pieno sole, durante l'estate nelle ore di
grande caldo gradiscono un'esposizione che preveda un poco di ombra.
Temono sempre moltissimo i ristagni di acqua.In primavera hanno bisogno
di qualche cimatura apicale per assumere un portamento compatto, poiché
per natura avrebbero una crescita piuttosto disordinata.
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Finger > vai al
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O five fingered, le cinque
dita. Così chiamati per la particolare sagoma delle foglie e dei
fiori.
Ibrido zonale. I
fiori sono semidoppi, di colore da rosso a rosa-salmone, con petali
lunghi e stretti e finiscono in piccole punte. I Finger in qualche modo
assomigliano agli Stellar. Le foglie sono verde-scuro, piccole e
palmate, ricordano vagamente una mano. Dalla forma delle foglie e dei
fiori, Holmes Miller, prese il nome di questo gruppo: "Five Fingered",
Pelargonium a cinque dita. Il primo esemplare di questo rarissimo
gruppo è nato in Messico ed è stato catalogato per la prima volta
attorno al 1964. Temono enormemente i ristagni d'acqua, la troppa
umidità nell'ambiente e nel terriccio. Si consiglia di metterle a
dimora in vasi.
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Piccoli mazzetti di rose, di
tulipani, di fiori di cactus, adatti come fiori recisi per dare un
tocco di novità a buquet e centritavola.
Bocciolo di rosa > vai al
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Ibrido zonale a
bocciolo di rosa o "Rosebud". Questi sono ibridi piuttosto antichi.
Ogni fiore singolo ha molti petali e questi sono così stretti intorno
al proprio centro che risulta loro impossibile aprirsi, assumendo in
questo modo l'aspetto di rosellina. Il
fiore in diverse gradazioni di rosa. Sono piante dal portamento un po'
disordinato, per cui è consigliabile effettuare una iniziale cimatura
apicale (fine inverno, all'inizio della primavera) per rendere la
pianta più compatta e aumentare il numero di getti che partono dalla
base.
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Fiore di tulipano > vai al
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Ibrido zonale molto
raro. Questo gruppo apparve negli stati uniti intorno al 1962, è il
frutto di una serie di incroci, furono ottenuto da Ralph Robert Andrea.
La sua particolarità risiede nei singoli fiori che aprono solo
parzialmente i loro petali, i quali rimangono leggermente ricurvi
assumendo un aspetto "bombato". Questo li fa assomigliare decisamente a
dei piccoli mazzetti di tulipani. Fiore di color rosa molto intenso. Le
foglie sono grandi e un po' carnose. Per la coltivazione basterà
seguire le regole generali. Temono in particolar modo l'eccesso
d'acqua. E' consigliabile, durante la primavera, somministrare
fertilizzante ad alto contenuto di potassio. Può accadere, tavolta, che
qualche fiore tendi ad aprirsi completamente, regredendo così alla
forma originaria Questi rami vanno immediatamente tagliati alla base,
altrimenti daranno sempre fiori con i
petali del tutto aperti.
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Ibrido zonale. I
fiori semplici o doppi, dal color bianco puro al corallo e al rosso,
hanno i petali arricciati, ripiegati sul
loro asse longitudinale. Per la coltivazione, valgono le regole
generali. E' importante fare molta attenzione all'acqua, poiché la teme
in modo particolare. E' consigliabile la messa a dimora in vasi.
All'inizio della primavera conviene procedere diverse volte alla
cimatura apicale per dare un portamento compatto. Nel periodo della
fioritura conviene sostenerla con fertilizzante ad alto contenuto di
potassio.
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| Foglia variegata > vai al
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Foglie ornamentali più dei
fiori, dai vivaci colori, simili alle edere dei boschi, alle foglie
morte d'autunno, alle bandiere colorate di tanti colori.
Un gruppo
interessante di gerani è quello costituito da piante molto dissimili
tra loro ma accomunate dal fatto di avere foglie molto ornamentali per
la loro colorazione. Alcuni di questi gerani oltre alla normale
zonatura (la caratteristica macchia a "ferro di cavallo" che si trova
sulla pagina superiore delle foglie e che dà il nome ai gerani
"zonali") presentano due o tre macchie di colori diversi (dal rosso
intenso al color crema al marrone al giallo) che, sovrapponendosi l'un
l'altro, danno vita a variegature imprevedibili. Altri gerani
presentano una decolorazione in corrispondenza delle nervature della
foglia oppure un insieme di macchie che fanno apparire le foglie
"marmorizzate". A questo gruppo appartengono gerani sia edera che
zonali. I gerani a foglia variegata amano la luce, che contribuisce a
rendere i colori più vivaci, ma soffrono un po' per la calura estiva.
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| Odorosi > vai al
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Gerani sì, ma speziati, al
limone, all'arancia, alla mela, alla menta e altri odori ancora. Un
cespuglio di profumi, che sparge le sue essenze nei pomeriggi estivi.
Foglie profumate, da sempre usate per tisane, profumi ed essenze, e a
volte, quasi per curiosità, anche in cucina.
La caratteristica
di questo gruppo è l'odore intenso sprigionato dalle foglie. La
superficie di queste è infatti ricoperta da una miriade di peli, alla
base dei quali si trovano delle piccole ghiandole contenenti gli oli
essenziali che danno profumo alla pianta. Molti gerani odorosi
(Pelargonium graveolens L'Herit, P. tomentosum Jacq., P. fragrans
Willd., ad esempio) sono delle specie botaniche, cioè piante da sempre
esistenti in natura. Altri gerani odorosi sono invece ibridi creati
dall'uomo. La fortuna dei gerani odorosi si deve alla passione di
alcuni collezionisti del XVIII secolo che li hanno diffusi nei giardini
d'Europa. Gli odori sprigionati da queste piante sono i più vari
(dolci, piccanti, resinosi…) e spesso ricordano l'odore di
qualcos'altro: miele, menta piperita, resina di pino, mela verde,
arancia, succo di limone, ecc. La fioritura dei gerani odorosi è
altrettanto varia, sia per il colore che per la forma e le dimensioni
dei fiori. In tutti i giardini si trova un angolo dedicato alle piante
odorose e tra queste possono trovare un loro posto anche i gerani
profumati piantati in piena terra.
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| Macranta > vai al
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Grandi fiori, come azalee,
come farfalle, colorati, con tante venature e sfumature ecco i principi
dei nostri giardini!
Questo gruppo di
gerani è tra i più apprezzati e quindi più coltivati nei balconi e nei
giardini di tutto il mondo. Il nome macranta significa grande fiore ed
è solo uno dei nomi con cui vengono indicati i gerani di questo gruppo,
chiamati anche Imperiali, Leopoldo, Grandiflora, Regali o,
semplicemente, Pelargoni. La caratteristica di questi gerani è proprio
la notevole dimensione dei bellissimi fiori, che spesso vengono
paragonati a quelli delle azalee o alle ali delle farfalle. Le foglie
dei macranta sono dentate, ruvide. Le piante spesso formano dei
cespugli di dimensioni ragguardevoli. Altre volte, quando non vengono
potate per diversi anni, presentano rami spogli per tutta la lunghezza,
con solo un ciuffo di foglie all'estremità. I gerani macranta hanno la
brutta e immeritata fama di fiorire una sola volta. In realtà in
ambienti con clima mediterraneo la maggior parte di essi fiorisce
ininterrottamente da aprile ad agosto, prestazione che poche piante dei
nostri balconi possono uguagliare. Probabilmente la brutta fama è
dovuta solo al confronto con i gerani zonali ed edera, capaci di
fiorire realmente tutto l'anno, ma che non possono competere in
bellezza con i macranta.
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| Unique > vai al
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Dall'Inghilterra alla
Sicilia, le farfalle nelle nostre aiuole.
Un gruppo di Pelargoni molto
diverso da tutti gli altri, la cui origine è incerta. Probabilmente il
capostipite è il P. fulgidum. La prima cultivar fu presentata circa 150
anni fa col nome di Old Unique e i suoi numerosi discendenti vennero in
seguito chiamati Unique. Assomigliano ai pelargoni macranta (o
imperiali), ma le foglie sono più frastagliate e irregolari con una
fragranza intensa e speziata. I fiori sono sempre a cinque petali,
generalmente irregolari, moltograndi ed appariscenti con colori che
vanno dal bianco al rosa, dal salmone al rosso scarlatto, dal cremisi
al Magenta o al porpora scurissimo. Spesso i due petali superiori sono
maculati, conferendo ai fiori un aspetto simile alle farfalle.
Abitualmente hanno una sola fioritura in tarda primavera. Alcune
cultivar, però, sono molto più fiorifere, tanto da fiorire fino a tutta
l'estate. Alcune cultivar possono oltrepassare il metro di altezza.
Pertanto la loro dimora ideale è in piena terra, in giardino o in
aiuola. Se invece dovete optare per un vaso, ricordate che avete
bisogno di vasi molto grandi, di 45 cm di diametro.
In Inghilterra, in epoca vittoriana quando i gerani da aiuola divennero
di moda, gli unique erano tra i più utilizzati ed apprezzati. E sono
proprio queste le cultivar più diffuse, nei loro più svariati colori,
negli orti e nei balconi siciliani.
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| Mini > vai al
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I più piccoli tra i gerani
per piccoli angoli in fiore: finestre, davanzali e centrotavola.
Questa categoria
di pelargoni si distingue per la loro piccola dimensione che non supera
mai i 20 cm. Questi gerani di "piccola taglia" divennero popolari in
Gran Bretagna negli anni 50 e furono amati perché permettevano di
utilizzare piccoli spazi nelle serre. Da qui nacque una ricerca
appassionata di alcuni ibridatori che salvarono piante antichissime che
rischiavano di perdersi. Il capostipite di queste cultivar è il
"Vesuvius", un zonale dalle foglie piccole e assolutamente compatto.
Proprio nella compattezza e nelle loro piccole dimensioni che
permettono il loro utilizzo sul davanzale di una finestra, o come
centro tavola sta l'unicità di queste piantine. Inoltre grazie alla
loro crescita contenuta, compatta e ordinata si possono fare delle
composizioni molto eleganti e che richiedono poco impegno, in ciotole
di piccole dimensioni.
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