I pelargoni ibridi e le mutazioni
Gli amanti dei gerani a foglia profumata sono sicuramente in grado di riconoscere le varietà di pelargoni odorosi con uno sguardo veloce alla foglia o al fiore, e qualcuno ci riesce persino a occhi chiusi, grazie al profumo che si sprigiona strofinando le dita su di essi.
A volte non occorre essere esperti per individuare i pelargoni odorosi più amati e diffusi come la malvarosa (P. graveolens), o quelli al profumo di agrumi (‘Orange Fizz’ o ‘Lemon Kiss’).
Eppure è possibile che anche i collezionisti più competenti possano trovarsi spaesati di fronte a un pelargonio dall’aria piuttosto familiare ma con un profumo diverso da quello che ci si aspetterebbe. Capita infatti che molti pelargoni si ibridino tra loro per dar vita a una nuova varietà che mette insieme alcune delle caratteristiche dei suoi “genitori”.
Questo avviene più frequentemente di quello che si immagina, poiché alcuni pelargoni producono una grande quantità di semi fertili che si diffondono facilmente, anche con poco vento. Sarà capitato a tutti, infatti, di trovare un nuovo piccolo geranio profumato ospite in uno dei nostri vasi. Quindi, più pelargoni condividono lo stesso giardino o balcone, più aumenterà la probabilità che nascano nuove piante!
Le piante generate da mutazioni spontanee di una varietà sono considerate nuove cultivar, come ‘Bontrosai’. Il suo profumo è quello della malvarosa (P. graveloens) ma le foglie si aggrovigliano su sé stesse, formando delle palline soffici e arricciate.
Gli ibridi sono invece il risultato dell’incontro tra varietà diverse, un incrocio che può avvenire in natura o attraverso la mano dell’uomo.
A partire dall’Ottocento, ad esempio, una schiera di ibridatori iniziò ad accoppiare sistematicamente le specie botaniche più conosciute. A differenza degli incroci accidentali, questi ibridi nascevano da un progetto: l’intento era unire le caratteristiche più apprezzate di due varietà diverse. È grazie a questo lavoro certosino, fatto di tanta pazienza, che oggi possiamo godere di piante che conservano il fascino selvatico delle origini ma con caratteristiche uniche, come i pelargoni unique, dalla foglia odorosa ma con fiori più grandi e dai colori vistosi.
Uno straordinario esempio di ibrido è il pelargonio qui sotto: un nostro amico ce ne ha donato una talea, riconoscendo subito la peculiarità di questa pianta nata a casa sua.
A prima vista sembrerebbe un P. graveolens, ma la superficie delle foglie risulta vellutata e il profumo che si diffonde ricorda la menta. Quale pelargonio possiede queste caratteristiche? P. tomentosum, chiaramente. Per questo motivo lo abbiamo chiamato Mentarosa!
Tra tutti, i pelargoni che producono più semi e per i quali è più facile trovarsi delle piante nate spontaneamente sono: P. capitatum, P. odoratissimum, P. grossularoides, P. denticulatum, P. radens. Perciò se per caso possedete qualcuno di questi gerani a foglia profumata, scrutate bene ogni angolo del giardino ed ogni vaso del balcone. Potreste trovarvi davanti una nuova varietà di pelargonio odoroso, alla quale potreste anche dare il vostro nome, perché no!
La danza di un seme di pelargonio
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